

Note di regia
Nell’intraprendere questo cammino drammaturgico e liturgico, la mia attenzione si è concentrata sugli elementi simbolici e sugli accadimenti fondamentali che hanno da sempre contraddistinto la storia della passione di Gesù. Il viaggio che propongo evidenzierà l’importanza della ritualità e quindi della liturgia, come momento fondante ed identificativo di una collettività profondamente legata ai valori della cristianità.Al rito, momento decisivo nell’esercizio della memoria collettiva, si affiancherà un linguaggio e ad una pratica teatrale tipicamente medievale. La scelta di questo specifico periodo storico, è dovuta alla grande tensione mistica, emotiva ed esistenziale che il medioevo da sempre evoca ed interpreta.
Il punto di vista semantico del dramma è quello di una comunità monastica che nel riproporre ciclicamente il mistero della passione e della resurrezione cerca nel suo esercizio la forza per una catarsi rigenerante. Ogni interprete, nel narrare una storia profondamente conosciuta, porta con sè certezze e dubbi sull’ineluttabilità del sacrificio, nel rispetto delle sacre scritture, nel rispetto della volontà divina. Questo contrasto continuo tra esercizio della volontà e la mortificazione della stessa, caratterizzerà ogni azione scenica e spingerà ogni personaggio ed interprete verso la ricerca continua del senso ultimo del proprio divenire. In questa condizione di assoluta insicurezza esistenziale, l’intera comunità ritrova se stessa nella ripetizione dei gesti, delle parole e delle azioni legate alla storia di Cristo.
Il rito diviene àncora di salvezza, momento alto di testimonianza e condivisione, strumento capace di rinnovare il patto della conoscenza tra le generazioni, e per questo, proposta attiva e non più racconto stanco perché capace, nella rassicurante consuetudine, di stimolare ed alimentare la coscienza “del buon cristiano”. In questo quadro complessivo risulta evidente che la drammaticità degli avvenimenti potrebbe apparire attenuata poiché la tensione emotiva non è più rivolta al dolore della passione, ma al suo atto conclusivo e cioè alla resurrezione del Cristo che è rinata speranza della salvezza. Canti gregoriani e musiche medievali di origine popolare faranno da cornice ad un linguaggio teatrale essenziale, graffiante, pieno di forza comunicativa, capace, mi auguro, di far provare qualche nuova suggestione, sensazione, emozione in chi ascolterà ancora una volta questa storia senza tempo, la storia del figlio prediletto di una umanità che da sempre cerca la strada della trascendenza.
Zenone Benedetto
Negli splendidi scenari delle abbazie romaniche italiane verrà allestito un dramma liturgico medievale sulla passione di Cristo. Canti gregoriani, musiche storiche di origine popolare, attori e monaci cantori concorreranno alla narrazione di una storia senza tempo, da sempre capace di suscitare attenzione, rispetto e profonda partecipazione emotiva. Una comunità monastica di uomini e donne ripercorrerà, tra liturgia e teatralità, i momenti fondamentali che hanno portato alla morte ed alla resurrezione di Cristo.
Il testo, interamente rielaborato, tiene conto del dettato imprescindibile che ci viene delle Sacre Scritture (Nuovo e Vecchio Testamento) e partendo da esse, cerca di indagare le inquietudini, le angosce, le speranze e persino gli auspici di tutti coloro che concorrono all’ineluttabile trascorrere del tempo narrativo. Tra fioche luci di candele votive e l’intenso profumo degli incensi rituali, la figura onnipresente del Cristo morente sulla croce dominerà l’intero spazio scenico, ricordando a tutti, con il suo sacrificio, la via capace di appagare il nostro desiderio innato di trascendenza.
PERSONAGGI ED INTERPRETI:
Monaco officiante – Tiziano Feola
Pietro – Giacomo Vallozza
Maria – Giuliana Antenucci
Maddalena – Giulia Basel
Pilato – Fabrizio Paluzzi
Nicodemo – Tommaso Di GiorgioZera – Tommaso Bernabeo
Giuda – Massimo Paolucci
Veronica – Benedetta Zappacosta
Con Sebastiano Nardone nel ruolo di Caifa
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Musico - Marco Giacintucci
Voce solista - Monja Marrone
Danzatrici - Carolina Ciampoli - Laura Del Ciotto
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Costumi
Morena Di Giuseppe
Musiche
Marco Giacintucci
Corale Schola Cantorum Accademia diretta da
Gabriele De Guglielmo
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Direttore di Produzione
Massimo Vellaccio
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Drammaturgia e Regia
Zenone Benedetto